L’ Italia, come l’Europa sta vivendo un momento di forte crisi e come ci si aspettava bisognerà fare dei sacrifici per risanare il debito pubblico ed evitare il rischio default e contemporaneamente dare una mano a salvare l’ Euro Zona.
Infatti ecco la nuova manovra o meglio il decreto salva Italia approvata dal Governo Tecnico Monti e che dovrebbe portare nelle casse delo Stato circa 30 miliardi di euro.
Andiamo subito ad esaminare i diversi punti della manovra.
Aumento dell’ iva – si dovrebbe avere un aumento dell’iva dell’ 1% sulle aliquote del 10% (ristruttazioni prima casa, agevolazioni fiscali, etc) e del 2% sull’iva ordinaria nel 2013, avendo così un’iva del 23%, più un ulteriore aumento di mezzo punto percentuale nel 2014 con un’iva che passerà quindi a 23,5%
Introduzione dell’ Imu (Imposta Municipale Unica) – ossia tassa che va a “reintrodurre” la vecchia Ici, anche sulla prima casa! In questo caso si avrà un’ aliquota dello 0,4% contro l’ 0,75% ordinario. Si prevede l’esenzione per i redditi sotto i ventimila euro l’anno.
Questa nuova imposta non comprenderà solo la vecchia ICI, ma sarà un cumulativo della Tarsu e addizionale Irpef. L’introduzione dell’Imu porterà anche ad un aggiornamento delle rendite catastali, con aumenti superiori al 30%.
Aumento dell’ Irpef – si passerà ad un’ aliquota al 41% per i redditi superiori ai 55mila euro, mentre per i redditi superiori ai 75mila, dall’attuale 43% al 46%.
Tasse sui beni di lusso - si avrà una maggiore pressione fiscale sulle auto di grossa cilindrata, applicando un superbollo di 20 euro per ogni KW eccedente i 170KW. Si estenderà tale pressione fiscale ad aerei privati ed elicotteri, con calcolo basato sul peso, ed alle barche con una tassa sul posto barca.
Tasse sui beni oggetto dello scudo fiscale – sui capitali già rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale del 2008, è prevista l’applicazione di un’ addizionale dell’ 1,5% sul valore delle somme rimpatriate.
Tracciabilità dei pagamenti: la tracciabilità è ormai un imperativo delle manovre anti-riciclaggio.
Titoli di stato – è prevista una tassa su tutti i prodotti finanziari
Settore previdenziale – sono previste forti modifiche all’attuale sistema pensionistico. Si prevede l’attuazione del metodo contributivo e non più retributivo per tutti i lavoratori, aumento dell’ età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili, aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi (oggi 20-21% per i commercianti e gli artigiani, 33% per i dipendenti)
Si avrà accesso alla pensione di anzianità se si raggiungerà nel 2012 la quota di contributi pari a 42 anni per gli uomini e 41 per le donne. Un requisito che andrà ad aumentare di un mese per ogni anno successivo.
I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi. Le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.
Verrà abolito il sistema delle finestre mobili di uscita con cui si premiava chi rimaneva al lavoro un anno in più.
Nel settore privato le donne potranno andare in pensione non più a 60 anni ma a 62. Le lavoratrici autonome invece, a sei anni e sei mesi.
Per l’anno 2018 invece, le donne nel privato raggiungeranno quota 66 anni (come tutto il settore pubblico oggi).
Da evidenziare che queste misure previdenziali, intaccheranno anche classi privilegiate della politica.
Aumento delle accise – vedremo un aumento del costo dei carburanti ed energia a partire dal 2012; ciò dovrebbe portare nelle casse dello Stato, circa un miliardo di euro da reinvestire nel settore dei trasporti.
Liberalizzazione dei farmaci – Via libera alla liberalizzazione dei farmaci di fascia c, quelli a pagamento, che potranno essere venduti anche nelle parafarmacie.
Prescrizione della Lira – la vecchia moneta ancora in circolo, andrà in prescrizione anticipata (rispetto alla scadenza di febbraio), consentendo allo Stato di recuperare 1,5 miliardi di euro.
Cosa ne pensate?




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Data: 05 dicembre 2011




Ritengo doveroso approvare la nuova finanziaria in quanto il nostro paese ha bisogno di una svolta
Unica nota dolente della nuova finanziaria e’ la tassazione sulla nautica da diporto.così svuoteremo i nostri porti e la cantieristica e indotto avrà un grosso e drastico calo sulla produttivitÃ
Bisogna organizzare il nostro settore considerandolo come il settore automobilistico, dobbiamo investire con nuove idee studiare un sistema di incentivi per coloro che demoliscono la vecchia imbarcazione per una nuova.
Dobbiamo eliminare la concorrenza estera nel nostro paese, l indagine che io propongo e’ quella di verificare quanti liberi professionisti esteri che lavorano nel nostro paese pagano le tasse.
Io da libero professionista ho il dovere da cittadino italiano di assolvere tutti gli oneri connessi al mio operato , pago le tasse, IVA, previdenza mentre il professionista straniero ha società satelliti in altri paesi e può permettersi di ridurre drasticamente il costo della propria prestazione distruggendo la professionalità italiana.
Oltre ciò proporrei che la tassa fosse pagata in maniera più ridotta da coloro che usano le imbarcazioni da diporto per uso commerciale che come tutti sappiamo e’ un palliativo in quanto usufruiscono di tutte le agevolazioni di una nave commerciale.
Sono ormai qualche mese che sto elaborando un programma per la demolizione navale e riciclaggio della vetro resina, sapete che uno yacht può essere riciclato al 100%? Ma a nessuno interessa se ne parla da anni ma nessuno unisce tutti gli industriali italiani perché si tratta solo di organizzare.
Le crisi si superano anche con le innovazioni
Saluti
Bartolomeongiangrasso
Entro domani 28/2/2012 è necessario che chi ha delle lire da cambiare in euro si presenti in Banca d’Italia con le lire da cambiare per farsi rifiutare il cambio, quindi chiedere ai carabinieri presenti in banca di verbalizzare il rifiuto operato dalla banca.
In tal modo ci si tiene la strada aperta per i vari ricorsi (Federcontribuenti o altri) dimostrando che si è fatto tutto il possibile per farsi cambiare le lire entro la data originaria di prescrizione.